13 dicembre

La prova

di Maurizio J. Bruno

Ziruk e Antalya seguivano quel sentiero da ore. Il freddo intenso li aveva resi muti. Ma non c'era bisogno di parlare. I loro cuori erano fusi in uno, e a Ziruk sembrava di poter sentire attraverso il cuore di Antalya e viceversa.
Il più stanco dei due sarebbe dovuto essere Ziruk, che camminava a piedi, ma Antalya, a cavallo del piccolo asino, aspettava un figlio e pareva segnata dal viaggio anche più del compagno.
I pensieri si dibattevano nelle teste di entrambi. Ogni tanto Ziruk li fermava e cercava di ricapitolare dall'inizio gli avvenimenti degli ultimi mesi. Sembrava impossibile, ma fino alla notte del sogno lui aveva addirittura ignorato l'esistenza di Antalya.
A pensarci bene, il primo mistero era proprio quello: come aveva potuto vivere per anni nello stesso villaggio di quella creatura dal viso angelico senza averla mai notata? Era forse stato Dio, ad impedire che lui ed Antalya si fossero incontrati prima? Chi avrebbe potuto dirlo?
Certo, se il loro mancato incontro era stato così abilmente premeditato, si era trattato davvero di una bella preparazione ad effetto per il sogno che aveva sconvolto la sua vita. L'angelo era apparso in un'esplosione di luce nella sua mente e l'aveva avvertito con voce serena ma ferma: "Ziruk, non temere. Il Signore ti ha prescelto per un grande compito. Tu sarai il padre terreno di Suo figlio. Il figlio di Dio verrà sulla Terra per salvare tutta l'umanità, e tu l'alleverai come se fosse tuo. Domani una donna che non conosci verrà da te e ti domanderà di chiederla in sposa allo zio, presso il quale ella vive. Tu accetterai, e tra nove mesi ella partorirà il Salvatore dell'umanità."
Poi, con un bagliore ancora più accecante, l'angelo era scomparso, lasciandolo seduto nel suo giaciglio a domandarsi se avesse sognato o se avesse avuto una visione. Lì per lì non aveva saputo rispondersi, ma quando il giorno dopo la bella Antalya si era presentata da lui, egli aveva capito che davvero stava per diventare uno strumento di Dio. Ed aveva accettato.

La notte dopo, l'angelo era ricomparso a spiegare i dettagli della situazione, dettagli che a Ziruk non erano piaciuti affatto. Lui ed Antalya non avrebbero avuto contatti fisici, né prima né dopo il matrimonio, eppure dal grembo della donna sarebbe nato il Salvatore. Egli stentava a credere a questa profezia, ed allora l'angelo l'aveva ammonito: "Saggio Ziruk, tra milioni di uomini, il Signore ha scelto te. E ti ha scelto per la tua pazienza, perché sa che tu sei forse il solo a poter comprendere la necessità di questi eventi".
Ziruk avrebbe voluto rispondere. Urlare che non capiva nulla e non poteva promettere amore eterno e fedeltà ad una donna con la quale non avrebbe mai potuto giacere. Ma il Signore aveva scelto accuratamente il suo collaboratore terreno, e il buon Ziruk riuscì ad accettare anche quella necessità. Anche Antalya gli raccontò una storia simile. Anche a lei era apparso un angelo, ed anche lei aveva conosciuto il suo destino per bocca di quella creatura.

Ziruk ed Antalya si erano sposati in fretta ed ora, a quasi nove mesi dal matrimonio, erano dovuti partire per la capitale dove era in corso l'ennesimo censimento della popolazione della provincia romana.
Si stava avvicinando la notte e il prossimo paese era ancora lontano. Ziruk cominciò a guardarsi intorno alla ricerca di un posto dove passare la notte. Dopo un po' vide una grotta ad una certa distanza dal ciglio della strada. Qualcuno l'aveva adibita a stalla, ed al suo interno aspettava mansueto la notte un bue. L'odore di stalla era forte, ma almeno il calore dell'animale rendeva più sopportabile la temperatura all'interno. Ziruk tornò indietro alla strada dove Antalya l'attendeva in groppa all'asino, avvolta da un mantello azzurro. Se ne scorgevano solo gli occhi, ma quegli occhi erano capaci di infondere la serenità nel cuore del giovane falegname.

"Ci fermeremo qui stanotte. Fa troppo freddo ed è troppo buio per andare avanti" le disse con dolcezza.
"Certo, mio sposo" rispose la donna "Solo, aiutami a smontare dall'asino, per favore".

(Fine prima parte - Prosegue) 

 

[ Contenuto pubblicato su antoniomessina.it il 13/12/1999 - Fonte immagine ... - Link verificati il 02/11/2012 ]