La movimentazione (Tommaso Monteleone)

Frugando sette polverosi cassetti di vecchie foto della Casa di Vela, fra le tante interessanti ne ho trovata una - che riproduco qui sopra scusandomi per la riuscita - veramente vecchia. È un po' sciupata ma significativa, e rappresenta il varo di un Caravelle nei primi tempi della CDV.

Gli Allievi di allora (si parla dei primi anni '70) varavano ed alavano queste barche due volte al giorno, a mezzodì ed alla sera. Alla sera le portavano nel campetto sotto lo sguardo vigile e incoraggiante di Gigi Monteleone e degli altri Istruttori (visibili nella foto e distinguibili per il cappelletto nero: Franco, Angelo, Alessandro e Simone n.d.r.). Col passare degli anni, però, gli Allievi avevano cominciato a contestare (non è esatto dire che contestavano, in realtà allora non contestavano ancora: "dicevano") che non era possibile spostare i Caravelle in quattro soli Allievi - come invece asserivano gli Istruttori - ed avevano adottato uno strano sistema che piano piano si andò presentando come nella foto. Apparve così alla CDV il famoso Caravelle-Millepiedi.

Dopo qualche tempo, anche il Millepiedi non funzionava più. Non vi dico le scene!... I volontari-lavativi ed i lavativi-volontari non si contavano, e le barche al rientro non facevano in tempo a levare le derive che già l'equipaggio ammutinato si volatilizzava e la pinetina vicino alla spiaggia brulicava di imboscati. Così ogni giorno si perdevano un sacco di ore utili alla Vela per ascoltare Gigi che, gesso alla mano, spiegava la teoria della movimentazione delle barche insistendo su formulette facili facili, e sul fatto che spostare una barca è una questione non di fisico (infatti: guarda lui) ma di testa. "Comunque mi raccomando - terminava sempre - non piegate la schiena, ma le gambe!".

Però niente da fare, quelli piegavano la schiena ... per non farsi vedere dietro la siepe, e quanto alle gambe ... gambee! e via. Così restavano solo gli Istruttori, che quattro per barca piegavano le gambe ... e anche la schiena poveracci. E le barche? NIENTE , restavano lì!

Consulti, discussioni, minacce, diserzioni ed alla fine... cosa non ti fa trovare G.G.M. ? Un Caravelle TUTTO NUOVO pesante appena da 120 a 180 kg. circa.

Ottima barca. Non molto snella in acqua, forse, ma un vero ritrovato, tanto che è ancora in uso ai tempi nostri. Quattro soli Allievi (e a volte anche quattro Istruttori) se la maneggiavano che era un piacere su e giù per l'Isola d'Elba. L'annoso problema "movimentazione" era risolto.

Risolto per un po', poi, sai come vanno queste cose, o son le barche che si appesantiscono perché non ben asciugate alla sera, o è il genere umano che si deteriora ... Quattro Allievi non bastavano più, ed otto Istruttori nottetempo, per non dare nell'occhio, non la mossero neppure in discesa! (La prova però, sostiene G.G.M. nel suo trattato "La movimentazione della Barca", non fa testo perché di notte sull'Isola c'è sempre molta "guazza" che può provocare un appesantimento della barca. Questo in effetti è stato contestato anche da Marco. Marco - da Como - Istruttore, che tutte le sere dissala le scarpe e le mette ad asciugare ma tutte le mattine le ritrova un po' più umide).

Comunque: qualche miglioramento lo si ebbe dopo che con l'iscrizione fu istituito l'obbligo per gli Allievi di test fisico-selettivi piuttosto drastici. Poi soppressi, i test, per non dovere per analogia sopprimere alcuni fra i più quotati Istruttori (Non si fanno nomi!).

Caduto in disuso il test, il problema di come movimentare il Caravelle, ovviamente, si ripresentò. Dopo un revival del CARAVELLE-MILLEPIEDI (per un po' ripresentatosi puntuale ad ogni inzio stagione) si arriva quasi ai nostri tempi, ed esattamente all'anno che Gigi portò alla CDV i RULLI DI ALAGGIO.

Grossi salamoni di plastica dura gonfiati a pressione - di cui però uno è quasi costantemente sgonfio - su di essi va poggiata l'imbarcazione che poi viene spinta, eliminando all'operatore lo sforzo del sostentamento. Funzionano un po' come delle primitive ruote, o come i tronchi sui quali gli Egizi spostavano ciclopiche pietre per la costruzione delle Piramidi, ed altro. FU FESTA GRANDE! nonostante che i più scettici, come Roberto, Ciro e Antonio, scuotessero la testa. Ma si disse che loro parlavano così perché, Istruttori napoletani, conservavano una repressiva mentalità borbonica nei confronti degli Allievi, classe inferiore, poco buona ad andare in barca (E QUESTO E' INNEGABILE).

In ogni caso, i più erano molto soddisfatti dei rulli, dicevano che erano una gran bella trovata. E in effetti erano veramente molto belli! Bianchi e blu, gonfi, morbidi. Li aveva portati Gianni, Gianni Istruttore di Trento, dalla Germania. Si sa: i Tedeschi per la birra e per i rulli sono sempre stati i migliori!

Comodi, belli e tondi i rulli facevano in spiaggia bella mostra di sé ed alla sera veniva riposti nei loro cassoni. Paolo e Massimo, con orgoglio, nel giorno di cambio turno correvano a pulirli con la nafta.

Ma i gusti, si sa, mutano con gli anni e le stagioni ed il problema, ohimé, di lì a poco riaffiora! Ora, obbiettivamente, non ritengo che i rulli siano diventati quadri, però sta di fatto che ogni anno se ne fa più raro l'uso! E quando incontri il vecchio, familiare Caravelle-Millepiedi, e magari ti vien da dire: " Ma ci sono i rulli!... ", quello ti risponde: "Sì, ma così si fa prima!".

Sarà la tradizione? Spirito di gruppo? O il Millepiedi che pensa alla doccia???

[ Contenuto pubblicato su antoniomessina.it il 25/05/1999 - Fonte immagine: Archivio Tommaso Monteleone - Link verificati il 24/10/2012 ]