Andrea Cecconi

Il pubblico televisivo del Movimento 5 Stelle

In due articoli apparsi in questo mio blog ho considerato, interrogandomi sulla loro reale efficacia, due idee (l'impignorabilità della prima casa e la cittadinanza per nascita) del Movimento 5 Stelle che si sono già tradotte in altrettante proposte di legge. Con spiegabile interesse, così, lo scorso 21 giugno a Fano, nelle Marche, ho assistito a un incontro col deputato del Movimento Andrea Cecconi.

L'incontro era stato convocato per far conoscere l'attività parlamentare del Movimento 5 Stelle senza il filtro di stampa e televisione, cioè di quei media che, fino adesso, si sono occupati poco o nulla delle sue proposte e moltissimo dei toni di Beppe Grillo, delle a volte comiche incertezze nella condotta dei neo-eletti del Movimento e delle loro divisioni interne sfociate nella fuoriuscita, spontanea o forzata, di alcuni componenti dai gruppi parlamentari del M5S di Camera e Senato.

Prima dell'incontro, a tutto il pubblico era stato distribuito un volantino che citava il dato numerico (248) delle mozioni, risoluzioni, interpellanze e interrogazioni e che elencava le 22 proposte di legge presentate dal Movimento in questi primi quattro mesi scarsi di legislatura. Le proposte di legge riguardano argomenti di importanza a volte notevole e, almeno alcuni, di grande impatto potenziale sulla vita dei cittadini: dal reddito minimo garantito all'abolizione del finanziamento pubblico ai partiti; dalla reintroduzione del voto di preferenza all'impignorabilità della prima casa; e così via.

Andrea Cecconi mi ha fatto una buona impressione e ha risposto con grande disponibilità alle domande del pubblico. Ma scrivo questo articolo proprio per parlare del pubblico e, a dirla tutta, anche del gruppo fanese del Movimento 5 Stelle. È stato inevitabile notare infatti, sia la grande influenza che ancora hanno sul pubblico giornali e televisioni, sia che da questa influenza non riesce a sottrarsi neppure chi critica ogni giorno questi media, la loro predilezione per il pettegolezzo, il loro modo di travisare le notizie quando non di evitare affatto di darle.

Io non ho la televisione. Prima dell'incontro, trasmessi dagli organizzatori dell'incontro mentre attendevamo l'arrivo di Andrea Cecconi, mi sono dovuto sorbire tre monologhi estratti dal programma Ballarò mentre lo stesso giorno, per dire, i capigruppo del Movimento alla Camera e al Senato avevano diffuso un video con il resoconto della loro attività nell'ultima settimana. Quando ha potuto rivolgere delle domande, poi, il pubblico è intervenuto o ha chiesto chiarimenti sui toni di Beppe Grillo, sulle a volte comiche incertezze nella condotta dei neo-eletti e sulle divisioni interne sfociate nella fuoriuscita, spontanea o forzata, di alcuni componenti dai gruppi parlamentari del M5S di Camera e Senato.

L'agenda dell'incontro, a farla breve, l'hanno dettata più Repubblica e il TG1 che gli iscritti, i simpatizzanti e i semplici curiosi del Movimento 5 Stelle. Il che conferma di nuovo, se mai ce ne fosse stato bisogno, che la strada per cambiare davvero è lunga, ripida e pure un po' sconnessa.

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