Il profumo

Diverso differente ("Il profumo" - 6)

A rendere unico Jean-Baptiste Grenouille nel panorama letterario è la sua irrimediabile e assoluta solitudine. Il personaggio principale del romanzo Il profumo non ha odore. Questa sua caratteristica lo rende un diverso ma, a me sembra, differente da altre celebri figure di esiliati, emarginati, incompresi. L'assenza di odore, infatti, non cancella Grenouille alla vista ma lo rende invisibile alla coscienza degli altri. Le persone che incontra lo vedono con gli occhi, approfittano della sua abilità, sfruttano la sua forza fisica o usano la sua esperienza da eremita, ma non lo percepiscono davvero, non ne avvertono la presenza, lo dimenticano subito. Non ha odore, dunque non c'è.

Un frettoloso ripasso a memoria mi fa pensare che gli innumerevoli diversi presenti nella letteratura, invece, siano accomunati dal fatto che gli altri si relazionano con la loro diversità. Si tratti di deriderli, di evitarli, di amarli follemente oppure di opprimerli, fra il diverso e gli altri esiste un'interazione. Il percorso di Grenouille, così, risulta anomalo e originale perché assolutamente separato dal mondo in cui vive. Grenouille non è il brutto anatroccolo, prima deriso e poi ammirato. Non è la Sirenetta, interiormente combattuta e contesa da due mondi. Non è Gregor Samsa, tollerato da quella sua famiglia che, però, si volge dall'altra parte per non vedere l'insetto nel quale Gregor si è trasformato. Non è Don Chisciotte, attorno al quale gravitano inconsapevolmente tutti coloro che lo deridono o lo tutelano suo malgrado.

L'elenco potrebbe continuare: Quasimodo, Rigoletto, la Bestia ... Aggiungo soltanto che Grenouille non è neppure Achab. L'ossessione (uccidere la balena bianca, creare il profumo che permetta di dominare il cuore degli uomini) è un lato che condividono, ma è il solo. Achab è in lotta con Moby Dick ma anche col suo equipaggio, che sottomette completamente ed al quale non riconosce altro ruolo che quello di servire il delirio del suo capitano. Grenouille, invece, è sempre, irrimediabilmente, solo. Gli altri lo percepiscono nella misura in cui egli decide che ciò avvenga, per gioco, esperimento o per un tornaconto preciso.

L'impossibilità di comunicare coi suoi simili alla fine sconfigge Grenouille che, consapevolmente, decide di concludere la sua esperienza di quel mondo che non lo conosce.
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Patrick Süskind è un genio (“Il profumo” - 5)

La creatività umana assume le forme più diverse, ciascuna affascinante a modo suo ma che può avere punti di contatto con le altre. Per raccontare la bellezza dello stile usato da Süskind nel Profumo, così, è possibile cominciare da una foto. Quella che vedete riprodotta è Rhein II, del fotografo tedesco Andreas Gursky. È diventata famosa perché l'originale è stato venduto all'asta (nel 2011) per oltre quattro milioni di dollari. Ma dimentichiamo la cifra e concentriamoci sull'immagine.

Sebbene sia difficile valutare una gigantografia (l'originale di Andreas Gursky occupa oltre sei metri quadrati) dalle modeste riproduzioni disponibili nel web, appare evidente che una delle chiavi del fascino di questa foto sta nell'equilibrio delle parti. Le due rive del Reno, il fiume che scorre quietamente, una pista di asfalto e il cielo nuvoloso formano sei fasce di altezza differente. Le linee orizzontali sono nette. Eppure, tanto equilibrio appare esatto e indefinibile allo stesso tempo. Una perfezione sfuggente nella quale si fondono geometria e mistero.

Rhein II e Il profumo condividono soprattutto questo: uno stile severo ed essenziale che suggerisce e lascia intuire il fascino della complessità facendo ricorso al ritmo preciso dei numeri, delle regole, delle proporzioni.

Non azzardo teorie generali ma, nella mia mente, questa via per esprimere la grandezza di un mistero che possiamo soltanto sfiorare si associa a geniali figure del nord Europa e tedesche in particolare. Bach e Beethoven, con la loro musica a toccare corde profonde dell'animo attraverso architetture musicali rigorose e complesse, ma anche Linneo (svedese) e Julius Meyer (tedesco), impegnati nella comprensione della natura attraverso la classificazione delle forme viventi e degli elementi fisici.

Il profumo è segnato da uno stile asciutto, necessario. Qualche volta sembra di leggere un documento scientifico. Nel corso del romanzo i pensieri del protagonista Grenouille, anche i più tormentati, sono sempre esposti senza indecisioni, quasi che ci sia solo da dire un contenuto definito e inevitabile. Eppure, è proprio attraverso questo stile che Süskind riesce a raccontarci una figura complessa, malvagia e dolente, potente ed esclusa, che suscita orrore e pietà in misura uguale, che si è fermata per sempre nell'immaginario di milioni di lettori.

Nel prossimo post, quindi, vedremo meglio chi è per me Jean-Baptiste Grenouille.
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La storia di Grenouille ("Il profumo" - 4)

(Segue dal post precedente)

È nella città di Montpellier che Grenouille crea il profumo di “un uomo che ha un profumo” e se lo cosparge addosso. Si accorge dell'effetto che il suo odore ha sulle persone, confermandogli il potere enorme e nascosto di ciò che può creare. Sperimenta nuovi odori per sé e li indossa, come fossero abiti diversi adatti per diverse occasioni.

Sulla base di questa nuova consapevolezza della propria abilità, Grenouille concepisce l'idea di un profumo che lo farà amare e dominare gli uomini. Sa di poterlo fare, perché “gli uomini potevano chiudere gli occhi davanti alla grandezza, davanti all'orrore, davanti alla bellezza, e turarsi le orecchie davanti a melodie o a parole seducenti. Ma non potevano sottrarsi al profumo. Poiché il profumo era fratello del respiro.”

Grenouille completa il viaggio iniziato tanti anni prima e arriva a Grasse, dove riprende a lavorare come garzone di profumeria e sperimenta la tecnica dell'enfleurage, il metodo che permette di estrarre l'essenza odorosa di qualsiasi materia, anche non vegetale. Un giorno, è di nuovo l'odore di una fanciulla, Laure, a sconvolgerlo e a fargli intravedere la possibilità concreta di realizzare il profumo che costringerà gli uomini ad amarlo. Questa volta, però, Grenouille è paziente. Avverte che il profumo della fanciulla giungerà al suo culmine dopo altri due anni, così decide di aspettare. Intanto estrae odori prima dalle cose, poi dagli animali, infine comincia a esercitarsi con gli esseri umani.

La quiete di Grasse è sconvolta da una serie di omicidi di giovani donne, tutte ritrovate nude coi capelli tagliati. Il padre di Laure, spaventato, decide di nascondere la figlia fuori città ma l'olfatto di Grenouille non ha difficoltà a rintracciare la giovane e poi ucciderla come altre ventiquattro prima di lei. Da tutte le fanciulle, Grenouille ha estratto l'odore che userà come ingrediente per comporre il profumo capace di farlo amare e obbedire.

Grenouille si lascia arrestare, facilmente individuato come colpevole della serie di omicidi grazie alle tracce evidenti lasciate nel laboratorio e condannato a morte. Al momento della pubblica esecuzione, però, le persone attorno a lui cominciano a riverirlo e festeggiarlo. Perfino il padre di Laure lo bacia chiedendogli perdono. Nessuno può esserne consapevole, tutti sono stati influenzati dal profumo rilasciato da Grenouille. E se i cittadini di Grasse devono pur essere tranquillizzati, ecco che, per chiudere il caso, il giudice tortura il marito della profumiera per cui lavorava Grenouille, che confessa d'essere l'assassino delle giovani e viene per ciò giustiziato.

Grenouille ha raggiunto il suo scopo ma questo risultato, anziché appagarlo, è all'origine di una nuova crisi, profonda e definitiva. Con la sua abilità può condizionare, attraverso gli odori, il comportamento degli uomini ma questo potere straordinario non riesce a far sentire a Grenouille il proprio odore. Può costringere gli altri uomini a trattarlo come un Dio, ma è condannato a non sapere mai chi egli fosse. Senza un odore, non si è nulla.

Grenouille crolla. Il suo successo, il mondo, il profumo straordinario che ha creato, egli stesso, niente è più importante, niente ha più valore.

Il 25 giugno 1767 Grenouille è di nuovo a Parigi. La sera si reca nell'area antistante il Cimitero degli Innocenti, che la claar del sole di popola di ogni canaglia possibile. Stappa una boccetta. La gente intorno si sente attratta da quell'uomo, lo accerchia, vuole toccarlo, possederlo. Grenouille è squartato e divorato dalla masnada che poi, ultimo effetto del potere di Grenouille, di quel gesto efferato conserva un ricordo che la apparenta a un atto d'amore per il quale non occorre rimorso.

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La storia di Grenouille ("Il profumo" - 3)

(Segue dal post precedente)

Grazie all'inattesa possibilità di dare dimostrazione del suo olfatto, e della sua capacità di miscelare gli odori per crearne uno nuovo, Grenouille viene assunto dal profumiere Giuseppe Baldini, risollevandone le sorti commerciali fino a un successo che sbaraglia la concorrenza e senza che mai Baldini stesso riveli chi sia il vero artefice dei profumi che produce. A Grenouille va bene così, quel che gli importa è poter diventare sempre più abile lavorando giorno e notte nel laboratorio, inseguendo le fantasie che dal suo naso si trasferiscono nella mente. Il suo vero problema, infatti, è un'immaginazione olfattiva che la sua tecnica professionale non è in grado di assecondare. Grenouille conosce ogni odore e ma non possiede la capacità di impadronirsene concretamente. In particolare, la distillazione non gli consente di estrarre l'odore da oggetti diversi dai vegetali. Quando se ne rende conto, ha una crisi violenta che lo porta vicino alla morte. A farlo riprendere basta la notizia che gli dà Baldini: nel sud della Francia, nella città di Grasse, usano un metodo chiamato enfleurage che, appunto, permette di ottenere il risultato necessario a Grenouille per inseguire i suoi sogni.

La grave malattia di Grenouille produce un secondo risultato positivo, cioè la promessa di Baldini di concedergli il titolo di garzone non appena siano trascorsi altri tre anni. Il giorno pattuito, il profumiere mantiene la promessa e Grenouille parte alla volta di Grasse. Il viaggio ha uno sviluppo inatteso. La lontananza dagli uomini e dai loro odori fa provare a Grenouille un senso di libertà che decide di assecondare. Si allontana da ogni traccia odorosa degli esseri umani e si rifugia in montagna, in una caverna dove finirà col trascorrere sette anni. L'estremo isolamento al quale si vota è anche l'occasione per scoprire una terribile verità su se stesso: non emana alcun odore, è un animale olfattivamente invisibile. Condannato per sempre da questa differenza, decide di interrompere il suo lungo isolamento.

Dopo un singolare intermezzo durante il quale Grenouille è usato dal feudatario di Pierrefort per dimostrare una singolare teoria sugli effetti negativi del fluido vitale che emanerebbe dalle viscere della terra, la vicenda di Grenouille comincia a indirizzarsi verso il suo tragico epilogo.

Nel prossimo post concluderemo questo lungo riassunto.

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La storia di Grenouille ("Il profumo" - 2)

Il profumo è ambientato nella Francia del XVIII secolo. Nel quartiere più maleodorante di Parigi, una donna miserabile mette al mondo un bambino e subito lo abbandona fra i rifiuti. Salvato dalla morte, il neonato riceve il nome di Jean-Baptiste Grenouille, si rivela voracissimo e presenta una caratteristica inquietante: non odora. Lui stesso, viceversa, fin da piccolo sperimenta il possesso di un olfatto talmente sviluppato da divenire la sua via principale di conoscenza e scoperta della realtà.

La prima infanzia di Grenouille è segnata dalla sua capacità animalesca di sopravvivere e dal disagio che prova chi lo accudisce. Un disagio avvertito senza capirne l'origine, un'inquietudine che s'insinua nel cuore senza comprendere che la causa è quella intuita dalla sua prima balia Jeanne Boussie: Grenouille non ha nessun odore. Il bambino, invece, annusa tutto, archivia mentalmente gli odori di tutte le cose e le persone che lo circondano.

Quando Grenouille ha otto anni passa dalla condizione di ospite di un pensionato per orfani a quella di lavorante per il commerciante di pellami Grimal. Grenouille lavora e intanto succhia ogni stilla di vita dalla sua condizione miserabile di semischiavitù. Si ammala di carbonchio ma sopravvive. Poiché la malattia non potrà più colpirlo, Grenouille acquisisce un maggior valore economico per Grimal che, quando Grenouille ha 12 anni, arriva a concedergli mezza giornata di libertà a settimana. Questo spazio schiude a Grenouille le porte dell'area olfattiva più grande e variegata del mondo: la città di Parigi.

Il 1° settembre 1753, durante i festeggiamenti per l'anniversario dell'avvento al trono del re, il quindicenne Grenouille intercetta l'odore più buono che abbia mai percepito. L'origine di quel profumo che lo inebria è una fanciulla dai capelli rossi che Grenouille segue fino in casa. Quando la ragazza si spaventa, Grenouille la uccide. Dopo, quasi si immerge nell'odore di lei, fino allo sfinimento. Una felicità mai provata prima fa pensare a Grenouille di avere finalmente scoperto qual è il suo posto nel mondo e perché è sopravvissuto alla miseria, alla fame e alle malattia. Diventerà un creatore di profumi, il più grande profumiere del mondo. Leggiamo nel romanzo: “Che l'inizio di questa magnificenza fosse stato segnato da un delitto gli era del tutto indifferente, se mai ne era conscio.”

Il seguito della storia, nel prossimo post.

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Patrick Süskind è un idiota (“Il profumo” - 1)

Nel 1985 fu pubblicato in Germania il romanzo Das profum - Die Geschichte eines Mörders, scritto da Patrick Süskind. Il libro apparve subito anche in Italia, dove uscì col solo titolo principale, Il profumo, senza quello secondario La storia di un assassino. Io lo lessi nel 1992, in edizione tascabile, su consiglio di mia sorella. Quella riprodotta è la copertina della mia copia. Fin dalle prime righe rimasi talmente scosso e ammirato da decidere che non avrei avvicinato altri libri dello stesso autore. Nessun essere umano, pensavo, può raggiungere due volte tanta grandezza e qualsiasi altra opera di Süskind, perciò, mi avrebbe deluso. Addirittura mi accadeva (e mi accade!) di immaginare lo scrittore tedesco come un povero idiota, divenuto tale per lo sforzo mentale eccessivo richiesto dalla perfezione non umana del libro. Un po' come capita, per chi se lo ricorda, al David Helfgott del film Shine, mentalmente esaurito dallo studio del pianoforte e dell'esigente Concerto per pianoforte e orchestra numero 3 di Rachmaninov. Fatto sta che quando la Biblioteca San Giovanni di Pesaro organizzò una maratona di lettura invitando a leggere un brano dal proprio “libro del cuore”, la mia scelta fu immediata e senza tentennamenti: lo straordinario incipit del romanzo con il quale Patrick Süskind racconta la storia di Jean-Baptiste Grenouille, uomo senza odore.
Le ragioni della mia ammirazione per Il profumo sono molte. Proverò a esporle nei prossimi post di questo blog, dopo averne riassunto la trama.

P.S.
Passato qualche anno non mantenni la promessa e, fra molte titubanze, comprai Il piccione, altro romanzo scritto da Süskind (nel 1987). Come avevo temuto, l'odore del volatile non resse il confronto.

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