L'isola senza genitori
Lungometraggio (r. 01 - 82 pagine)
Drammatico - Mistero - Relazionale
Testo in italiano
Personaggi principali: 6 (cinque bambini e un adulto di statura molto bassa). 26 personaggi con battute di dialogo.
Location: Un'isola e un battello (20 luoghi fisici diversi)
Periodo: in un tempo imprecisato, fra gli anni Cinquanta e gli anni Settanta del Novecento.
Luoghi della storia: un'isola, forse al largo del Cile.
Deposito legale: Patamu Registry - Deposito n. 308666 - Data marcatura 2026-09-12T11:14:50+00:00.
Sinossi
Su un'isola remota, raggiunta solo due volte l'anno da un battello di rifornimento, un piccolo villaggio di pescatori vive isolato dal mondo. Quando un'epidemia inspiegabile comincia a flagellare il villaggio, il capovillaggio Felipe e sua moglie Amara cercano invano soccorso via radio. Nel giro di pochi giorni muoiono tutti gli adulti tranne Guè, un nano che gestisce il generatore e il dissalatore dell'isola. Prima di morire, Amara affida a Guè gli otto bambini rimasti orfani, raccomandando loro di obbedirgli come farebbero con un padre.
Guè assume la guida del gruppo con la severità di chi non conosce alternative: razionare cibo e acqua, mantenere l'ordine, aspettare l'arrivo del battello. Ma la morte non si è fermata. Uno dopo l'altro, i bambini che si arrampicano, si affacciano da un piano alto, o semplicemente crescono di statura, muoiono con gli stessi sintomi fulminanti che hanno ucciso gli adulti. Guè intuisce che il pericolo è legato all'altezza da terra ma tiene per sé questa convinzione e comincia, quasi involontariamente, a usarla per governare i bambini superstiti, promettendo loro responsabilità future legate proprio al momento in cui, crescendo, si avvicineranno alla soglia mortale.
Tra i bambini rimasti, Carlito — che in un momento di disperazione aveva distrutto l'unica radio del villaggio — è il primo a intuire istintivamente la regola: comincia a camminare sulle ginocchia, venendo deriso dagli altri e persino da Guè. Poi anche Marcela, testimone della morte di un compagno cresciuto di statura, arriva alla stessa conclusione e, insieme a Carlito, misura di nascosto l'altezza dei bambini superstiti. Gonzalo, il più vicino alla soglia critica, rifiuta l'ipotesi con orgoglio adolescenziale, preferendo un'altra teoria — il distacco dal suolo, non l'altezza del corpo — e continuando a vivere senza precauzioni.
La frattura tra chi si piega per sopravvivere e chi rifiuta di farlo diventa una frattura sociale: Carlito e chi lo segue vengono isolati e derisi dal resto del gruppo, guidato da Gonzalo, che intanto conta i giorni mancanti all'arrivo del battello incidendo delle tacche su una trave. Quando un violento temporale costringe tutti a un lavoro urgente, Gonzalo e Raul, che è passato dal campo dei prudenti a quello dei sicuri, decidono di salire sulla vetta dell'isola. Salgono su un albero per avvistare per primi l’arrivo del battello, che però non vedono. A sera, durante la cena, entrambi muoiono nel giro di poche ore, sotto gli occhi di tutti.
Il giorno dopo la sepoltura, il cielo si rasserena e il battello dei rifornimenti finalmente arriva. Guè tenta disperatamente di segnalare agli uomini a bordo di restare bassi, ma i suoi gesti vengono scambiati per un saluto festoso. Sbarcati, gli uomini trovano solo quattro sopravvissuti — Guè, Carlito, Marcela e la piccola Veronica — e restano sconcertati di fronte a Carlito che si ostina a camminare in ginocchio e ai resti degli abitanti del villaggio che non mostrano segni di violenza né sintomi visibili di malattia. Guè racconta loro una versione dell'accaduto — un'epidemia misteriosa, la sua disperata cura dei bambini — ma tace su ciò che ha realmente intuito. Quella notte, mentre nubi nuove si addensano nel cielo, Guè osserva il temporale in arrivo e mormora tra sé: "La pioggia" — comprendendo che i soccorritori non stanno morendo perché l’acqua dal cielo ha ripulito l'aria. Sceglie il silenzio. I bambini superstiti salgono sulla nave che li riporta verso la terraferma, mentre l'isola, con le sue tombe e la radio rotta, si allontana e si perde all'orizzonte.

